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IL SUGGESTIVO
RITO DELLE TAVOLATE DI SAN GIUSEPPE
Le
"Tavolate" coperte da bianche e profumate tovaglie, venivano
imbandite nella stanza pił ampia della casa, con al centro
l'immagine del Santo, circondata da fiori e
ceri accesi, come se fosse un minuscolo Altare. Alcuni studiosi di
tradizioni popolari avanzano l'ipotesi che le "Tavolate"
fossero legate alla liturgģa Bizantina, altri pensano, invece, che
tale usanza fosse legata alla benevolenza che legava il Signore
feudale ai "suoi" poveri. Oggi sulle "Tavolate" vi si
allineano dei grossi pani, con un'arancia nel mezzo e teste di
finocchio; seguono in buon numero le seguenti pietanze, volute dalla
tradizione: Massa fatta in casa con Ceci e Cavoli, Verdure lessate,
Pesce fritto, Sarde salate, Stoccafisso in umido, Ceci alla
pignata,
Insalata di Cipollacci col fiocco con Olive e Cipolle condita con
olio e aceto e tante bottiglie di ottimo Vino. Quando una devota
decideva di "Fare la Tavolata" invitava i Santi, il cui
numero varia di un minimo di tre (San Giuseppe, Gesł Cristo e la
Madonna) ad un massimo di tredici, oltre alla Sacra Famiglia, Sant'Anna,
Santa Elisabetta, San Zaccaria, San Gioacchino, San Giacomo, San
Filippo, San Giovanni, Santa Maria Cleofe, Sant'Agnese e San
Giuseppe d'Arimatea; in ogni caso, sempre in numero dispari. Per
ultimo, la devota consegnava i pani, ognuno contrassegnato da un
simbolo diverso, ai rispettivi Santi. Il Bastone era per San
Giuseppe, la Trinitą per Gesł Cristo, la Corona del Rosario per la
Madonna. |