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Stendardo o Gonfalone

 
 

 

 
 

l'asta del gonfalone custodta in Chiesa

l'apice dell'asta e la sua decorazione

 

Tra la balaustra dell'altare maggiore e lo stipo in cui è alloggiata la statua di  S. Antonio è depositata una lunga asta in legno alla quale il I° maggio di ogni anno viene applicato un grande drappo rosso in raso, generando così il cosiddetto "stendardo dei Santi" che apre la solenne processione in onore dei Santi Patroni Filippo e Giacomo. Dipinta sino ad oltre la metà della sua altezza con smalto di colore rosso vivo e rivestita per buona parte da un manicotto di velluto rosso, l'asta acquista all'apice la forma di un calice capovolto sormontato da una croce. L'asta dello stendardo un tempo era molto più alta, ma l'avvento della palificazione elettrica e l'installazione della pubblica illuminazione rese problematica la conduzione dello stendardo in processione a causa dei cavi che attraversando le strade con un'altezza non superiore ai 4 m, rendevano difficoltoso il transito con una insegna tanto alta; per ovviare al problema si rese quindi  necessario segare l'asta che pur dopo il taglio raggiunge ancora la considerevole altezza di 5,30 m. A completare lo stendardo, un grande drappo di raso rosso di forma triangolare, punteggiato di stelle dorate e rifinito ai bordi da una frangia dorata e sulle cui facciate sono riprodotte, dipinte ad olio, le effigi dei S.S. Filippo e Giacomo. Montato all'asta, il drappo dà allo stendardo la forma di una vera e propria vela e le considerevoli dimensioni fan  sì che il gonfalone può essere trasportato in processione solo da due braccia forti e vigorose. Oltre al gonfaloniere il trasporto dello stendardo abbisogna anche di altre due persone, molto spesso ragazzi, che ne tengano in mano le nappe cucite sull'estremità libera del drappo e far sì che lo stesso risulti visibilmente teso anche in mancanza di vento. Deteriorato dal tempo il drappo del gonfalone fu rifatto nel 1989 e sullo stesso furono applicate le immagini dei Santi presenti sul vecchio drappo, non prima però di esser ritoccate dalla mano di A. Paiano da Vignacastrisi. Singolare risulta l'usanza secondo cui, in processione, il drappo viene arrotolato all'asta proprio come si ammaina una vela, in funzione del vento presente e quindi per poter vedere lo stendardo in tutta la sua bellezza si deve aver la fortuna di assistere alla processione in totale assenza di vento.

 

il gonfalone in attesa della processione

il gonfaloniere

 

 
 

il gonfalone apre la processione

gonfalone in processione