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Lasciando
Otranto alle spalle e proseguendo verso sud sulla
litoranea, superato Porto Badisco dove la leggenda narra
che sia approdato Enea esule dalla guerra di Troia, dopo
l'ombra di una vasta pineta, su una scogliera a picco
sul mare appare Santa Cesarea Terme affacciata su
quel crocevia dove le acque dello Jonio e quelle
dell'Adriatico si fondono. Situata a 94 m sul livello
del mare, la cittadina si estende su un verde pendio che
declina verso il mare con una costa a tratti formata da
dura roccia e a tratti invece da una roccia tufacea e
friabile, ma che in tutta la sua lunghezza si presenta
ricca di faraglioni e di grotte preistoriche. Le antiche
e seducenti leggende narrano che Ercole inseguì i
Giganti Leuterni per tutta la costa della Japigia,
trucidandoli; dai corpi disfatti dei mostri scaturirono
le attuali sorgenti sulfuree ubicate a Santa Cesarea
Terme in quattro grotte ben distinte: la "Fetida", che
prende il nome dall' intesno odore emanato dalla
decomposizione del gas idrogeno solfurato; la "Solfurea"
o grotta di "Santa Cisaria", così chiamata dal nome di
una vergine che attorno al secolo XV°, per sfuggire alle
violenze del padre si ucise proprio in questa grotta
dando così origine anche al nome della ridente
cittadina; la "Gattulla" il cui nome deriva dal fatto he
guardata dal mare la grotta appare come una enorme gatta
accovacciata in agguato ed infine la grotta "Solfatara"
la cui denominazione deriva dal rumore prodotto dal mare
mosso simile ad uno sfiato che fuoriesce da un buco
situato all'interno della grotta denominato "Marmitta
dei Giganti". Sono proprio queste grotte, con le loro
acque salutari a cui la locale Stazione Termale è
strettamente collegata a far di Santa Cesarea una delle
località più rinomate e ricercate di tutta la costa
salentina. Costituitosi comune autonomo nel 1922, Santa
Cesarea lega pertanto il suo sviluppo socio-economico ed
urbanistico sopratutto allo sfruttamento delle sorgenti
termominerali; già dalla prima metà del XX° secolo la
Borghesia Salentina nel trascorrere i primi periodi di
villeggiatura fuori casa, scoprì quasi per caso i
benefici dei salutari rimedi terapeutici delle locali
acque termali e da quel momento il centro si arricchì
sempre di più, non solo di villeggianti, ma anche di
nuove e incantevoli dimore estive quali ville e palazzi
monumentali, tra i quali da annoverare sono senz'altro
il moresco Palazzo Sticchi, ma anche l'Albergo Palazzo e
l'ex Cursal che negli anni trenta e quaranta era sede
del locale Casinò. Per sintetizzare in poche parole
Santa Cesarea basta analizzare lo Stemma simbolo della
cittadina e sul quale compaiono una Grotta dalla quale
sgorgano le famose acque termali, un Giglio a
simboleggiare sia la virtù della giovane vergine dal cui
sacrificio la cittadina prende il proprio nome sia i
benefici delle stesse acque termali, la Torre simbolo di
difesa dagli attacchi saraceni dal mare, la Foglia di
Tabacco ad indicare la salentinità e infine il Mare a
simboleggiare che Santa Cesarea è una ambita meta
balneare per migliaia di turisti. Santa Cesarea è quindi
una perla preziosa incastonata in un incomparabile
scenario di rientranze e sporgenze, punte aspre e dolci
pendii, boschi e pinete e immersa in un fantastico blu
fatto di cielo e di mare dalle mille gradazioni e che
trova la sua massima espressione nella caletta dorata di
"Porto Miggiano" che regala a chi la visita un tripudio
di luci e colori a qualsiasi ora del giorno. Santa
Cesarea terme a differenza delle altre località
turistiche del Salento sembra abbia mantenuto negli anni
la suggestività delle vacanze dei primi anni '30 - '40,
quel sapore un pò melanconico e tranquillo della
località di mare lontana dai grandi flussi turistici e
che fanno sembrare le sue terrazze e le sue passeggiate
sul lungomare esclusive come quelle di Porto Rotondo o
di Capri. Cittadina tranquilla dunque, ma non priva di
attrazioni naturali, come le grotte, la baietta di
"Porto Miggiano", il "Porticciolo degli Archi" e i
tanti angoli da scoprire e apprezzare, attrazioni
storico monumentali come "Palazzo Sticchi" e la
quattrocentesca "Torre Guardiana", ma anche attrazioni
legate all'odierno divertentismo turistico come il "Malè"
e la "Guendalina" due spettacolari discoteche estive che
richiamano ogni anno appassionati da ogni parte d'Italia
o il "Caicco" molto più piccolo ma anche più riservato e
poi localetti tipici, botteghe artigiane, bad and
breakfast, campeggi attrezzati, pizzerie, paninoteche e
tantissimi locali dove il piano-bar e la musica dal vivo
sono di casa tutte le sere. Terme aperte quasi tutto
l'anno, tranquillità, una buona ricettività alberghiera,
un mare da favola e tanti locali presso cui divertirsi
fanno di Santa Cesarea Terme una tappa da non perdere
nella miriade di offerte che il Salento offre da sempre
e non solo in estate. |