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Il Salento è una grande pianura adagiata tra il mar Adriatico e il mar Jonio e i suoi modesti rilievi non lasciano presumere le continue sorprese che le sue coste così varie riservano all'occhio che le incrocia. Il litorale jonico è un susseguirsi di chilometri di sabbia con un mare dai colori cangianti, mentre la costa adriatica è alta, selvaggia e rocciosa con un immenso patrimonio paesaggistico dove i valori turistici si fondono e si confondono con quelli storico-culturali. Tutto questo corredato da storia, arte, leggende , sagre, feste e una ricca gastronomia  hanno portato negli ultimi anni il Salento alla ribalta dello scenario turistico più raffinato.

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Lasciando Otranto alle spalle  e proseguendo verso sud sulla litoranea, superato Porto Badisco dove la leggenda narra che sia approdato Enea esule dalla guerra di Troia, dopo l'ombra di una vasta pineta, su una scogliera a picco sul mare appare Santa Cesarea Terme  affacciata su quel crocevia dove le acque dello Jonio e quelle dell'Adriatico si fondono. Situata a 94 m sul livello del mare, la cittadina si estende su un verde pendio che declina verso il mare con una costa a tratti formata da dura roccia e a tratti invece da una roccia tufacea e friabile, ma che in tutta la sua lunghezza si presenta ricca di faraglioni e di grotte preistoriche. Le antiche e seducenti leggende narrano che Ercole inseguì i Giganti Leuterni per tutta la costa della Japigia, trucidandoli; dai corpi disfatti dei mostri scaturirono le attuali sorgenti sulfuree ubicate a Santa Cesarea Terme in quattro grotte ben distinte: la "Fetida", che prende il nome dall' intesno odore emanato dalla decomposizione del gas idrogeno solfurato; la "Solfurea" o grotta di "Santa Cisaria", così chiamata dal nome di una vergine che attorno al secolo XV°, per sfuggire alle violenze del padre si ucise proprio in questa grotta dando così origine anche al nome della ridente cittadina; la "Gattulla" il cui nome deriva dal fatto he guardata dal mare la grotta appare come una enorme gatta accovacciata in agguato ed infine la grotta "Solfatara" la cui denominazione deriva dal rumore prodotto dal mare mosso simile ad uno sfiato che fuoriesce da un buco situato all'interno della grotta denominato "Marmitta dei Giganti". Sono proprio queste grotte, con le loro acque salutari a cui la locale Stazione Termale è strettamente collegata a far di Santa Cesarea una delle località più rinomate e ricercate di tutta la costa salentina. Costituitosi comune autonomo nel 1922, Santa Cesarea lega pertanto il suo sviluppo socio-economico ed urbanistico sopratutto allo sfruttamento delle sorgenti termominerali; già dalla prima metà del XX° secolo la Borghesia Salentina nel trascorrere i primi periodi di villeggiatura fuori casa, scoprì quasi per caso i benefici dei salutari rimedi terapeutici delle locali acque termali e da quel momento il centro si arricchì sempre di più, non solo di villeggianti, ma anche di nuove e incantevoli dimore estive quali ville e palazzi monumentali, tra i quali da annoverare sono senz'altro il moresco Palazzo Sticchi, ma anche l'Albergo Palazzo e l'ex Cursal che negli anni trenta e quaranta era sede del locale Casinò. Per sintetizzare in poche parole Santa Cesarea basta analizzare lo Stemma simbolo della cittadina e sul quale compaiono una Grotta dalla quale sgorgano le famose acque termali, un Giglio a simboleggiare sia la virtù della giovane vergine dal cui sacrificio la cittadina prende il proprio nome sia i benefici delle stesse acque termali, la Torre simbolo di difesa dagli attacchi saraceni dal mare, la Foglia di Tabacco ad indicare la salentinità e infine il Mare a simboleggiare che Santa Cesarea è una ambita meta balneare per migliaia di turisti. Santa Cesarea è quindi una perla preziosa incastonata in un incomparabile scenario di rientranze e sporgenze, punte aspre e dolci pendii, boschi e pinete e immersa in un fantastico blu fatto di cielo e di mare dalle mille gradazioni e che trova la sua massima espressione nella caletta dorata di "Porto Miggiano" che regala a chi la visita un tripudio di luci e colori  a qualsiasi ora del giorno. Santa Cesarea terme a differenza delle altre località turistiche del Salento sembra abbia mantenuto negli anni la suggestività delle vacanze dei primi anni '30 - '40, quel sapore un pò melanconico e tranquillo della località di mare lontana dai grandi flussi turistici e che fanno sembrare le sue terrazze e le sue passeggiate sul lungomare esclusive come quelle di Porto Rotondo o di Capri. Cittadina tranquilla dunque, ma non priva di attrazioni naturali, come le grotte, la baietta di "Porto Miggiano",  il "Porticciolo degli Archi" e i tanti angoli da scoprire e apprezzare, attrazioni storico monumentali come  "Palazzo Sticchi" e la quattrocentesca "Torre Guardiana", ma anche attrazioni legate all'odierno divertentismo turistico come il "Malè" e la "Guendalina" due spettacolari discoteche estive che richiamano ogni anno appassionati da ogni parte d'Italia o il "Caicco" molto più piccolo ma anche più riservato e poi localetti tipici, botteghe artigiane, bad and breakfast, campeggi attrezzati, pizzerie, paninoteche e tantissimi locali dove il piano-bar e la musica dal vivo sono di casa tutte le sere. Terme aperte quasi tutto l'anno, tranquillità, una buona ricettività alberghiera, un mare da favola e tanti locali presso cui divertirsi fanno di Santa Cesarea Terme una tappa da non perdere nella miriade di offerte che il Salento offre da sempre e non solo in estate.

 

 

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