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Il Salento è una grande pianura adagiata tra il mar Adriatico e il mar Jonio e i suoi modesti rilievi non lasciano presumere le continue sorprese che le sue coste così varie riservano all'occhio che le incrocia. Il litorale jonico è un susseguirsi di chilometri di sabbia con un mare dai colori cangianti, mentre la costa adriatica è alta, selvaggia e rocciosa con un immenso patrimonio paesaggistico dove i valori turistici si fondono e si confondono con quelli storico-culturali. Tutto questo corredato da storia, arte, leggende , sagre, feste e una ricca gastronomia  hanno portato negli ultimi anni il Salento alla ribalta dello scenario turistico più raffinato.

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Castro è situata nell'area delle Serre Salentine a 45 km da lecce capoluogo e la parte alta si erge su un promontorio alto 98 m e a picco sul mare. Una leggenda abbastanza consolidata narra che a Castro esisteva un tempio dedicato a Pallade Atena, mentre la storia racconta dell'esistenza presso Castro di una importante arteria di comunicazione denominata via "Sallentina" o "Traiano-Appula" che si snodava da Patù ad Otranto per una lunghezza di 22 miglia. La storia di Castro è pertanto molto legata a quella di Otranto e molte vicende storiche, tra le quali anche le continue invasioni saracene, riguardano da vicino entrambe le località costiere. Dopo la scissione dell'Impero Romano, Castro è continua meta di invasioni, prima tra tutte quella delle truppe Imperiali Bizantine, scalzate nel 378 dall'assalto degli Alani prima e, in seguito dagli Ostrogoti. Le invasioni e le diverse dominazioni continuarono senza sosta e infatti nel 456 Castro fu preda dei Vandali ai quali seguì la dominazione Araba che durò per ben undici anni sino alla liberazione da parte di Ludovico II°. Alla Liberazione di Ludovico II° seguì, partendo dal 1046, una interminabile disputa tra i Normanni e i Bizantini che si contenderanno la cittadina sino al 1068. Segue così un periodo di relativa calma e nel 1102 Castro diviene uno dei porti di Venezia, che la usa come scalo intermedio nelle rotte verso il vicino Oriente. Di tutte queste storiche invasioni ed influenze, Castro Alta conserva ancora i segni nel tempo attraverso la bellezza dei monumenti che la fanno apparire come un' importante città, mentre Castro Marina, di costruzione molto più recente, appare come un modesto, ma pittoresco borgo di pescatori. Dal 1537 in poi, Castro subisce un lento declino a vantaggio di altre cittadine limitrofe, prima tra tutte Poggiardo e da questo lento declino al quale tenta disperatamente di resistere, negli anni tra l' Ottocento e i primi del Novecento, esce perdendo per sempre la dimensione di Città diventando un discreto Borgo. Tutto a Castro Alta ricorda gli splendori di un antico passato e il centro storico ne è ancora viva testimonianza. Il Castello Aragonese che svetta su uno sperone di roccia sul mare, oltre a testimoniare tale dominazione ricorda anche l'origine del nome; Castrum, infatti, in latino significa "fortificazione". Altra testimonianza di un passato ricco di storia è la Cattedrale della SS. Annunziata, il cui bel rosone esterno e gli archetti ciechi risaltano la finezza tipica dello stile romanico-gotico pugliese e le cui mura conservano ancora parti della originaria costruzione edificata nel lontano 1171; all'interno, degni di rilievo sono vari dipinti del XV° secolo e un raffinato altare cinquecentesco. Il Vescovado, inoltre, testimonia inoltre un importante passato storico-religioso che va dall'anno 682 al 1818 e durante il quale Castro è sede di Diocesi contrapposta a quella di Otranto. Castro Marina si presenta invece con l'antica immagine del colorato Borgo di pescatori, con il caratteristico porticciolo e le tante grotticelle scavate nel tufo a servire da magazzino. Il porto di Castro, essendo naturalmente profondo, nell'antichità si dimostrò adatto all'attracco di grandi mercantili che qui vi trovavano riparo dalle tempeste e di conseguenza, per proteggerlo, risultò necessaria la costruzione di una rocca già in tempi molto antichi, quella stessa rocca che varie volte ricostruita è arrivata sino ai giorni nostri con l'aspetto dell'attuale Castello Aragonese che ancora oggi domina da Castro Alta gran parte dell'Adriatico meridionale. Immagine tipica di una giornata di sole a Castro Marina risulta essere quella dei pescatori intenti a riparare le reti o le proprie imbarcazioni in quella magica atmosfera rilassante che solo un porticciolo nel momento di stasi sa dare. Oltre al porto attrezzato, Castro Marina è impreziosita dalle sue rotonde e dai tanti ristorantini e alberghi affacciati sul mare, dalla piazzetta piena di tavolini e ombrelloni multicolori, dalle bancarelle assise sul lungomare e dai tantissimi e suggestivi punti di balneazione come "Punta Sorgenti", " l'Argentiera" e " i Fiumi". Da non perdere in una visita a Castro sono le numerose grotte nascoste nella costa a falesia alta e in molte delle quali si può accedere solo in barca dal mare: "Grotta Azzurra", "Grotta Romanelli", " Grotta Palummara" e la "Grotta Zinzulusa" che è la più rinomata. Il nome "Zinzulusa" deriva dalle numerose stalattiti che si stagliano dal soffitto della grotta sul mare e che all'occhio dei primi visitatori apparvero come tanti stracci (nel locale dialetto appunto"zinzuli") stesi al sole ad asciugare. La grotta resa suggestiva dalla formazione di stalattiti e stalagmiti nonchè dalla particolare colorazione del mare che si incunea nelle sue viscere, è stata ed è ancora tutt'oggi il ritrovo ideale per migliaia di pipistrelli che in essa nidificano e il cui "guano" nel corso dei secoli aveva quasi sommerso la cavità, rendendola invisibile prima della sua scoperta. Oltre alla suggestività naturale, la Grotta Zinzulusa è anche biologicamente molto importante perchè sul fondo del fiume carsico che si snoda al suo interno sopravvivono ancora numerosi fossili viventi due dei quali scoperti dall'esimio biologo Filippo Bottazzi: la Thyphlocaris Salentina, un decapode cieco e lo Spelaeomysis Bottazzii un esemplare unico al mondo e il cui nome venne imposto a ricordo dello scienziato. Molto importante inoltre, sempre a Castro Marina, è il "Parco delle Querce" perchè risulta essere una delle ultime testimonianze ben conservate dell'antica vegetazione spontanea di Terra d'Otranto e per questo motivo il parco risulta zona protetta e da pochi anni anche area adibita a pic-nic e a parco giochi per i bambini.
 

 

 

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