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Questa l'epigrafe in latino che troneggia sul portale della odierna
Chiesa Matrice di Diso e dalla cui traduzione si evince facilmente che
la stessa si erge sullo stesso sito dove sin dal 1903 insisteva la
costruzione dell'antica Chiesa, sicuramente anch'essa, come l'attuale,
dedicata alla devozione dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo.
L'assoluta precisione con cui in tale epigrafe è indicata l'età della
vecchia Chiesa, 755 anni, ci fa presupporre che sulla stessa ci fosse
un'epigrafe, uguale alla odierna, andata distrutta con la stessa Chiesa.
Dalla stessa epigrafe si rileva anche che la nuova Chiesa sia stata
costruita grazie soltanto alla generosità dei fedeli disini "la pietà,
l'amore, la devozione dei cittadini.....a proprie spese dalle
fondamenta..diedero, dedicarono, donarono".
Iniziata nel 1758 per interessamento di Don Giuseppe Nicola Pagliara,
allora parroco di Diso, si può dire con certezza che la costruzione venne ultimata oltre dieci anni
dopo, tenuto presente che il 25 settembre del 1768, Salvatore Preite, maestro
muratore di Copertino, cadde dal cornicione interno , morendo in seguito
per le gravissime ferite riportate nella caduta, e che in tale data
erano ancora in atto i lavori di costruzione della nuova Chiesa.
Molteplici tratti architettonici sia nella struttura che nei decori
sono in comune tra la Chiesa Matrice di Diso e la Chiesa Matrice di
Tricase ed è tradizione consolidata affermare che le due Chiese siano
state erette da medesimi costruttori.
Tutta la costruzione conserva anche nei più piccoli dettagli, gli
originali caratteri settecenteschi, ha una imponente facciata costruita
totalmente in carparo gallipolino e l'interno a croce latina di maestose
dimensioni è ben illuminato da grandissimi finestroni di carattere
mistilineo.
Su ciascun lato della navata centrale si aprono tre arcate al cui
interno sono alloggiati, per le prime due, sia a destra che a sinistra degli altari e nell'ultima,
a destra vi è alloggiato un confessionale troneggiato dall'antico
organo a canne e a sinistra un altro confessionale.
Subito dopo l'ultima arcata a sinistra, all'angolo che incrocia la
navata centrale con il transetto si erge il pulpito ligneo recentemente
restaurato.
Nella crociera, al posto della consueta cupola, presente in quasi
tutti gli edifici di questo genere, troviamo la tipica volta composita
di stile prettamente salentino.
Il transetto è formato da due enormi cappelloni che terminano con due
altari di notevoli dimensioni ornati con stucchi che partendo dagli
stessi rasentano la volta.
Tra le arcate della navata centrale e i grandi finestroni è collocato
un ampio cornicione che sviluppandosi lungo i muri perimetrali di tutta
la costruzione la abbraccia decorandola finemente.
L'abside ospita oltre all'altare maggiore anche un maestoso coro in
legno e ai suoi lati sono situati due cappelloni laterali dei quali
quello a destra funge da sagrestia e quello a sinistra tradizionalmente
chiamato "la stanza dei morti"(forse perchè fungeva da camera mortuaria
nel perido in cui era consuetudine usare le chiese come luogo di
sepoltura) da deposito di
arredi, statue e suppellettili varie.
Dell'antica torre campanaria, risalente alla stessa epoca di
costruzione della chiesa, resta solo la base in quanto la vecchia torre
di altezza inferiore, fu sostituita nel 1903 da quella attuale misurante
25m a causa delle lesioni subite durante l'uragano del 10 settembre
1832.
La Chiesa come vuole la tradizione è eretta in posizione da est ad
ovest seguendo il cammino del sole e il portone principale guarda ad
ovest; entrando da qui il visitatore troverà a destra il sepolcro di
Mons. A. Gorgoni, vescovo dell'antica diocesi di Castro, sormontato da
una tela ovale raffigurante il religioso mentre a sinistra un battistero
in pietra lavorata infisso nello stesso muro; sia a destra che a
sinistra sono presenti infisse nei muri due cocciole di marmo per
l'acqua benedetta.
Il tamburo è sormontato da una imponente tela raffigurante la
cacciata di Elidoro dal tempio risalente al settecento e che adorna tutto il
muro interno della facciata della chiesa.
Partendo da destra e incamminandosi lungo la navata centrale, sotto
la prima arcata vi è l'altare dedicato alla Madonna del Carmine e
sormontato da una grande tela raffigurante la stessa Beata vergine del
Monte Carmelo, mentre ancora più in alto vi è un ovale raffigurante
Santa Marina; segue, sempre a destra sotto la seconda arcata, l'altare
dedicato alla Vergine Immacolata sormontato da una tela raffigurante la
stessa Madonna e coronata da un'altra tela raffigurante la
"Deposizione"; sotto la terza arcata a destra come precedentemente detto
vi è alloggiato in alto l'organo e la cantoria e in basso un
confessionale e la statua di S. Luigi.
Il lato sinistro della grande navata centrale è del tutto simile al
lato destro per decori e numero e dimensioni di arcate e altari e sotto
la prima arcata trova alloggio l'altare dedicato a San Francesco da
Paola sormontato da una nicchia in cui è posta una statua policroma del
Santo sormontata da un ovale raffigurante S. Giuseppe da Copertino;
proseguendo, sotto la seconda arcata, si trova l'altare dedicato a S.
Agata e S. Lucia, sormontato da una tela raffigurante l'apparizione di
S. Agata a S. Lucia, mentre una bellissima tela raffigurante S. Vito
adorna la parte alta dell'altare; la terza arcata a sinistra è adornata
in alto da una maestosa tela raffigurante il Cristo Sdegnato mentre in
basso trova alloggio un altro confessionale e la statua di S. Giuseppe;
il pulpito ligneo in alto pone fine al lato sinistro della navata
centrale.
Proseguendo a sinistra al termine della navata trasversale, si trova
l'altare dedicato alla Madonna del Rosario, sormontato da una grande
tela raffigurante la stessa Madonna, mentre ai lati dell'altare
vi sono due nicchie murali, ornate con stucchi e sormontate dallo stemma
cittadino in cui sono racchiuse le statue lignee dei S.S. Filippo e Giacomo,
protettori di Diso e alla cui venerazione la stessa Chiesa è dedicata.
Di stesse dimensioni, sempre nel transetto, è l'altare posto al lato
opposto e detto delle Anime Sante o di S. Anna, sormontato da una grande
tela raffigurante S. Anna con le Anime Sante del Purgatorio e ai lati del
quale, diametralmente opposte alle nicchie dei S.S. Apostoli Filippo e
Giacomo, vi sono due nicchie nelle quali sono racchiuse le statue di
S. Anna e S. Oronzo.
Al centro dell'abside vi è l'altare maggiore dedicato ai Santi
Filippo e Giacomo alle spalle del quale vi è un coro ligneo di pregevole
fattura sormontato in alto da cinque tele delle quali quella al centro
rappresenta il sacrificio dei Santi Filippo e Giacomo, quelle a destra
l'uccisione di Abele e S. Paolo, mentre quelle a sinistra il sacrificio
di Abramo e S. Pietro.
Particolare menzione meritano le due enormi tele presenti sui due
muri a lato del grande arco che racchiude l'abside e che rappresentano a
sinistra l'Ultima Cena e a destra le Nozze di Cana; interessanti anche
le statue poste nelle nicchie ai piedi di queste due enormi tele delle
quali quella a destra accoglie la statua del Sacro Cuore, mentre quella
a sinistra accoglie una statua di S. Antonio.
Tra la nicchia del Sacro Cuore e la balaustra che circonda l'altare
maggiore troneggia un grande e pregiato Crocefisso in legno.
Molti sono i restauri e i lavori effettuati nel tempo sotto la guida
dei parroci che con devozione si sono succeduti sino ad oggi alla guida
della comunità e tra questi ci pare doveroso elencare la ricostruzione
della torre campanaria nel 1903, i rifacimenti del pavimento effettuati
nel 1903 e nel 1980, la sostituzione della vecchia porta principale con
l'odierna in rovere e con sbalzi in rame raffiguranti i Santi Protettori
Filippo e Giacomo nel 1965, l'installazione di un orologio sulla torre
campanaria fatta sempre nel 1965, la costruzione del nuovo altare
prospiciente l'altare maggiore in osservanza dell'ultima riforma
liturgica
secondo la quale il sacerdote non doveva dare le spalle all'assemblea,
la ristrutturazione della balaustra racchiudente l'altare maggiore e
l'installazione delle campane elettriche.
E' comunque sotto la guida dell'attuale parroco Don Adelino Martella
che la Chiesa Matrice di Diso possiamo dire abbia raggiunto fasti e
splendori forse superiori persino a quelli della data della sua
costruzione; ci sembra difficile poter elencare la realizzazione di
tutte le nuove opere e soprattutto di tutti i restauri effettuati dalla
data dell'insediamento di Don Adelino nel lontano 1986 sino ad oggi, ma
di sicuro possiamo affermare che i lavori hanno interessato ogni minimo
particolare della Chiesa e dei suoi arredi e che nessun millimetro
quadrato dell'antica costruzione sia rimasto inosservato dall'attenta
opera di restauro.
Di certo i disini o i pellegrini che abitualmente frequentano la
Chiesa sapranno già delle trasformazioni che anno dopo anno hanno ridato
sfarzo alla costruzione, ma ci preme tuttavia elencare, in modo non
certamente certosino vista la vastità degli interventi, le opere più
importanti che in più di venti anni di guida spirituale a capo della
Parrocchia dei S.S. Filippo e Giacomo, don Adelino, con l'aiuto delle
istituzioni, ma soprattutto grazie alla generosità della comunità disina
è riuscito a realizzare presso la Chiesa Matrice di Diso.
ALL'ESTERNO:
- restaurato tutto il perimetro murario della costruzione; rifatto il
lastricato solare; restaurato il campanile; riattivate le campane
elettriche; riattivata la croce luminosa che sormonta la facciata;
restauro delle epigrafi presenti sui muri esterni; rifacimento dal nuovo
di alcuni infissi e restauro di altri quali il portone principale;
restauro dei due lampioni in bronzo prospicienti la facciata; restauro
delle due nicchie presenti sulla facciata con rinvenimento e restauro
degli affreschi raffiguranti le effigi dei S.S. Filippo e Giacomo;
restauro finestroni con riapertura di quelli murati nel corso degli
anni; installazione ai finestroni di reti metalliche a protezione dai
piccioni; dotazione di una artistica illuminazione esterna (grazie
all'intervento dell'Amministrazione Comunale di Diso).
ALL'INTERNO:
- restauro e ripristino antica corona in legno sopra l'altare
maggiore; restauro totale di sagrestia e "casa dei morti"con rimozione
degli strati di calcina dalle antiche volte lasciate a faccia-vista e
intonacatura dei muri; rifacimento e messa a norma del bagno e degli
ambienti di servizio; rifacimento di tutti i banchi, degli
inginocchiatoi, di una fioriera e degli sgabelli in legno; rifacimento
dell'impianto elettrico e di amplificazione; restauro delle statue del
Cristo Risorto, di S. Anna, di S. Oronzo, di S. Luigi e dei S.S. Filippo
e Giacomo; acquisto delle statue della Madonna di Fatima e di quella di
Lourdes; acquisto tappeti ed arredi per celebrazioni solenni;acquisto
dell'urna in legno di Cristo Morto; acquisto di portacandele elettrici e
bussolotti; corone, croce e bastone in argento per le statue dei S.S.
Patroni; restauro dei candelieri degli altari, dei lampadari e della
fonte battesimale; restauro delle volte e rimozione degli strati di
calcina con restauro a faccia vista delle centine e archi delle volte;
restauro a faccia vista con rimozione degli strati di calcina di tutto
il cornicione perimetrale interno della Chiesa; rimozione degli
strati di calcina e restauro di stucchi, pareti e altari della chiesa
con rifacimento dell'antica colorazione policroma; restauro del coro
ligneo; restauro del pulpito; restauro della cantoria; restauro
dell'antico organo a canne; restauro di buona parte del numero
comprendente le tele presenti nella chiesa.
Sicuramente nell'elencare la vastità dell'opera portata a termine
dalla costante azione-passione di Don Adelino qualcosa sarà sfuggito, ma
siamo anche certi che nulla sfuggirà all'attenzione dei nostri posteri,
che grazie a tutto questo impegno ritroveranno ancora intatte le tracce
di un lontano passato e di una fede sempre viva. |