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D.O.M.

TEMPLUM HOC

POST UBIM PER SEPTEM SAECULA

ET QUINQUAGINTA QUINQUE

A NOSTRA REPARATA SALUTE STETISSET ANNOS

TANDEM TEMPORUM INJURIA COLLAPSUM

CIVIUM PIETAS CHARITAS RELIGIO

SANCTIS APOSTOLIS PHILIPPO ET JACOBO PROGENTIBUS

PROPRIO AERE E FUNDAMENTIS

D. D.  D.

AN.AET.VULG. M.D.C.C.L.V.III.

A DIO OTTIMO MASSIMO

QUESTO TEMPIO

DOPO AVER RESISTITO PER SETTE SECOLI

E CINQUANTACINQUE ANNI

A SALVAGUARDIA DELLA NOSTRA SALVEZZA

INFINE MAL RIDOTTO DALL'INGIURIA DEL TEMPO

LA PIETA' L'AMORE LA DEVOZIONE DEI CITTADINI

SOTTO LA PROTEZIONE DEI S.S. APOSTOLI FILIPPO E GIACOMO

A PROPRIE SPESE DALLE FONDAMENTA

DIEDERO DEDICARONO DONARONO

NELL'ANNO DELL'ERA VOLGARE 1758

Questa l'epigrafe in latino che troneggia sul portale della odierna Chiesa Matrice di Diso e dalla cui traduzione si evince facilmente che la stessa si erge sullo stesso sito dove sin dal 1903 insisteva la costruzione dell'antica Chiesa, sicuramente anch'essa, come l'attuale, dedicata alla devozione dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo.

L'assoluta precisione con cui in tale epigrafe è indicata l'età della vecchia Chiesa, 755 anni, ci fa presupporre che sulla stessa ci fosse un'epigrafe, uguale alla odierna, andata distrutta con la stessa Chiesa.

Dalla stessa epigrafe si rileva anche che la nuova Chiesa sia stata costruita grazie soltanto alla generosità dei fedeli disini "la pietà, l'amore, la devozione dei cittadini.....a proprie spese dalle fondamenta..diedero, dedicarono, donarono".

Iniziata nel 1758 per interessamento di Don Giuseppe Nicola Pagliara, allora parroco di Diso, si può dire con certezza che la costruzione venne ultimata oltre dieci anni dopo, tenuto presente che il 25 settembre del 1768, Salvatore Preite, maestro muratore di Copertino, cadde dal cornicione interno , morendo in seguito per le gravissime ferite riportate nella caduta, e che in tale data erano ancora in atto i lavori di costruzione della nuova Chiesa.

Molteplici tratti architettonici sia nella struttura che nei decori sono in comune tra la Chiesa Matrice di Diso e la Chiesa Matrice di Tricase ed è tradizione consolidata affermare che le due Chiese siano state erette da medesimi costruttori.

Tutta la costruzione conserva anche nei più piccoli dettagli, gli originali caratteri settecenteschi, ha una imponente facciata costruita totalmente in carparo gallipolino e l'interno a croce latina di maestose dimensioni è ben illuminato da grandissimi finestroni di carattere mistilineo.

Su ciascun lato della navata centrale si aprono tre arcate al cui interno sono alloggiati, per le prime due, sia a destra che a sinistra degli altari e nell'ultima, a destra vi è alloggiato un confessionale troneggiato dall'antico organo a canne e a sinistra un altro confessionale.

Subito dopo l'ultima arcata a sinistra, all'angolo che incrocia la navata centrale con il transetto si erge il pulpito ligneo recentemente restaurato.

Nella crociera, al posto della consueta cupola, presente in quasi tutti gli edifici di questo genere, troviamo la tipica volta composita di stile prettamente salentino.

Il transetto è formato da due enormi cappelloni che terminano con due altari di notevoli dimensioni ornati con stucchi che partendo dagli stessi rasentano la volta.

Tra le arcate della navata centrale e i grandi finestroni è collocato un ampio cornicione che sviluppandosi lungo i muri perimetrali di tutta la costruzione la abbraccia decorandola finemente.

L'abside ospita oltre all'altare maggiore anche un maestoso coro in legno e ai suoi lati sono situati due cappelloni laterali dei quali quello a destra funge da sagrestia e quello a sinistra tradizionalmente chiamato "la stanza dei morti"(forse perchè fungeva da camera mortuaria nel perido in cui era consuetudine usare le chiese come luogo di sepoltura) da deposito di arredi, statue e suppellettili varie.

Dell'antica torre campanaria, risalente alla stessa epoca di costruzione della chiesa, resta solo la base in quanto la vecchia torre di altezza inferiore, fu sostituita nel 1903 da quella attuale misurante 25m a causa delle lesioni subite durante l'uragano del 10 settembre 1832.

La Chiesa come vuole la tradizione è eretta in posizione da est ad ovest seguendo il cammino del sole e il portone principale guarda ad ovest; entrando da qui il visitatore troverà a destra il sepolcro di Mons. A. Gorgoni, vescovo dell'antica diocesi di Castro, sormontato da una tela ovale raffigurante il religioso mentre a sinistra un battistero in pietra lavorata infisso nello stesso muro; sia a destra che a sinistra sono presenti infisse nei muri due cocciole di marmo per l'acqua benedetta.

Il tamburo è sormontato da una imponente tela raffigurante la cacciata di Elidoro dal tempio risalente al settecento e che adorna tutto il muro interno della facciata della chiesa.

Partendo da destra e incamminandosi lungo la navata centrale, sotto la prima arcata vi è l'altare dedicato alla Madonna del Carmine e sormontato da una grande tela raffigurante la stessa Beata vergine del Monte Carmelo, mentre ancora più in alto vi è un ovale raffigurante Santa Marina; segue, sempre a destra sotto la seconda arcata, l'altare dedicato alla Vergine Immacolata sormontato da una tela raffigurante la stessa Madonna e coronata da un'altra tela raffigurante la "Deposizione"; sotto la terza arcata a destra come precedentemente detto vi è alloggiato in alto l'organo e la cantoria e in basso un confessionale e la statua di S. Luigi.

Il lato sinistro della grande navata centrale è del tutto simile al lato destro per decori e numero e dimensioni di arcate e altari e sotto la prima arcata trova alloggio l'altare dedicato a San Francesco da Paola sormontato da una nicchia in cui è posta una statua policroma del Santo sormontata da un ovale raffigurante S. Giuseppe da Copertino; proseguendo, sotto la seconda arcata, si trova l'altare dedicato a S. Agata e S. Lucia, sormontato da una tela raffigurante l'apparizione di S. Agata a S. Lucia, mentre una bellissima tela raffigurante S. Vito adorna la parte alta dell'altare; la terza arcata a sinistra è adornata in alto da una maestosa tela raffigurante il Cristo Sdegnato mentre in basso trova alloggio un altro confessionale e la statua di S. Giuseppe; il pulpito ligneo in alto pone fine al lato sinistro della navata centrale.

Proseguendo a sinistra al termine della navata trasversale, si trova l'altare dedicato alla Madonna del Rosario, sormontato da una grande tela raffigurante la stessa Madonna, mentre ai lati dell'altare vi sono due nicchie murali, ornate con stucchi e sormontate dallo stemma cittadino in cui sono racchiuse le statue lignee dei S.S. Filippo e Giacomo, protettori di Diso e alla cui venerazione la stessa Chiesa è dedicata.

Di stesse dimensioni, sempre nel transetto, è l'altare posto al lato opposto e detto delle Anime Sante o di S. Anna, sormontato da una grande tela raffigurante S. Anna con le Anime Sante del Purgatorio e ai lati del quale, diametralmente opposte alle nicchie dei S.S. Apostoli Filippo e Giacomo, vi sono due nicchie nelle quali sono racchiuse le statue di S. Anna e S. Oronzo.

Al centro dell'abside vi è l'altare maggiore dedicato ai Santi Filippo e Giacomo alle spalle del quale vi è un coro ligneo di pregevole fattura sormontato in alto da cinque tele delle quali quella al centro rappresenta il sacrificio dei Santi Filippo e Giacomo, quelle a destra l'uccisione di Abele e S. Paolo, mentre quelle a sinistra il sacrificio di Abramo e S. Pietro.

Particolare menzione meritano le due enormi tele presenti sui due muri a lato del grande arco che racchiude l'abside e che rappresentano a sinistra l'Ultima Cena e a destra le Nozze di Cana; interessanti anche le statue poste nelle nicchie ai piedi di queste due enormi tele delle quali quella a destra accoglie la statua del Sacro Cuore, mentre quella a sinistra accoglie una statua di S. Antonio.

Tra la nicchia del Sacro Cuore e la balaustra che circonda l'altare maggiore troneggia un grande e pregiato Crocefisso in legno.

Molti sono i restauri e i lavori effettuati nel tempo sotto la guida dei parroci che con devozione si sono succeduti sino ad oggi alla guida della comunità e tra questi ci pare doveroso elencare la ricostruzione della torre campanaria nel 1903, i rifacimenti del pavimento effettuati nel 1903 e nel 1980, la sostituzione della vecchia porta principale con l'odierna in rovere e con sbalzi in rame raffiguranti i Santi Protettori Filippo e Giacomo nel 1965, l'installazione di un orologio sulla torre campanaria fatta sempre nel 1965, la costruzione del nuovo altare prospiciente l'altare maggiore in osservanza dell'ultima riforma liturgica secondo la quale il sacerdote non doveva dare le spalle all'assemblea, la ristrutturazione della balaustra racchiudente l'altare maggiore e l'installazione delle campane elettriche.

E' comunque sotto la guida dell'attuale parroco Don Adelino Martella che la Chiesa Matrice di Diso possiamo dire abbia raggiunto fasti e splendori forse superiori persino a quelli della data della sua costruzione; ci sembra difficile poter elencare la realizzazione di tutte le nuove opere e soprattutto di tutti i restauri effettuati dalla data dell'insediamento di Don Adelino nel lontano 1986 sino ad oggi, ma di sicuro possiamo affermare che i lavori hanno interessato ogni minimo particolare della Chiesa e dei suoi arredi e che nessun millimetro quadrato dell'antica costruzione sia rimasto inosservato dall'attenta opera di restauro.

Di certo i disini o i pellegrini che abitualmente frequentano la Chiesa sapranno già delle trasformazioni che anno dopo anno hanno ridato sfarzo alla costruzione, ma ci preme tuttavia elencare, in modo non certamente certosino vista la vastità degli interventi, le opere più importanti che in più di venti anni di guida spirituale a capo della Parrocchia dei S.S. Filippo e Giacomo, don Adelino, con l'aiuto delle istituzioni, ma soprattutto grazie alla generosità della comunità disina è riuscito a realizzare presso la Chiesa Matrice di Diso.

ALL'ESTERNO:

- restaurato tutto il perimetro murario della costruzione; rifatto il lastricato solare; restaurato il campanile; riattivate le campane elettriche; riattivata la croce luminosa che sormonta la facciata; restauro delle epigrafi presenti sui muri esterni; rifacimento dal nuovo di alcuni infissi e restauro di altri quali il portone principale; restauro dei due lampioni in bronzo prospicienti la facciata; restauro delle due nicchie presenti sulla facciata con rinvenimento e restauro degli affreschi raffiguranti le effigi dei S.S. Filippo e Giacomo; restauro finestroni con riapertura di quelli murati nel corso degli anni; installazione ai finestroni di reti metalliche a protezione dai piccioni;  dotazione di una artistica illuminazione esterna (grazie all'intervento dell'Amministrazione Comunale di Diso).

ALL'INTERNO:

- restauro e ripristino antica corona in legno sopra l'altare maggiore; restauro totale di sagrestia e "casa dei morti"con rimozione degli strati di calcina dalle antiche volte lasciate a faccia-vista e intonacatura dei muri; rifacimento e messa a norma del bagno e degli ambienti di servizio; rifacimento di tutti i banchi, degli inginocchiatoi, di una fioriera e degli sgabelli in legno; rifacimento dell'impianto elettrico e di amplificazione; restauro delle statue del Cristo Risorto, di S. Anna, di S. Oronzo, di S. Luigi e dei S.S. Filippo e Giacomo; acquisto delle statue della Madonna di Fatima e di quella di Lourdes; acquisto tappeti ed arredi per celebrazioni solenni;acquisto dell'urna in legno di Cristo Morto; acquisto di portacandele elettrici e bussolotti; corone, croce e bastone in argento per le statue dei S.S. Patroni; restauro dei candelieri degli altari, dei lampadari e della fonte battesimale; restauro delle volte e rimozione degli strati di calcina con restauro a faccia vista delle centine e archi delle volte; restauro a faccia vista con rimozione degli strati di calcina di tutto il cornicione perimetrale interno della Chiesa;  rimozione degli strati di calcina e restauro di stucchi, pareti e altari della chiesa con rifacimento dell'antica colorazione policroma; restauro del coro ligneo; restauro del pulpito; restauro della cantoria; restauro dell'antico organo a canne; restauro di buona parte del numero comprendente le tele presenti nella chiesa.

Sicuramente nell'elencare la vastità dell'opera portata a termine dalla costante azione-passione di Don Adelino qualcosa sarà sfuggito, ma siamo anche certi che nulla sfuggirà all'attenzione dei nostri posteri, che grazie a tutto questo impegno ritroveranno ancora intatte le tracce di un lontano passato e di una fede sempre viva.

 

pianta della chiesa

pianta torre campanaria

 
 

la facciata

notturno

 
 

interno

interno:particolare della balaustra

 
 

interno: particolare altare maggiore

interno: lampadario

 
 

interno: particolare altare maggiore

interno: volta sagrestia

 
 

interno: nicchia S.Giacomo

interno: nicchia S. Filippo

 
 

interno: particolare volta sagrestia

interno: altare di S.Anna o delle Anime Sante

 
 

parte superiore della facciata

campanile

 
 

torre campanaria

illuminazione artistica

 
 

panoramica

interno