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Situata in via Castro,all'incrocio con via Roma,la
Cappella di S. Sisinnio passa spesso inosservata, a causa delle sue
modeste dimensioni e della sua posizione poco felice.
Dalla linea esterna semplice e pulita, essa è provvista di bifora sulla
facciata e di un piccolo sagrato rialzato dal piano stradale e sul quale
si accede per mezzo di una piccola scalinata.
La cappella, provvista di un solo altare costruito con pietra leccese e
racchiuso in una piccola abside a 180°, mostra un gradevole interno, di
stile prettamente gotico, con un'unica volta sorretta agli angoli da
quattro colonne.
Costruita nel XVI secolo, la chiesetta fu usata, nel XVII secolo, come
tomba di famiglia e fu parzialmente distrutta dal tremendo uragano che
colpì il basso Salento il 10 settembre dell'anno 1832.
Totalmente ricostruita dalla volontà popolare dopo il catastrofico
avvenimento, la cappella, oltre alla normale funzione di ritrovo
spirituale e religioso, è divenuta punto fermo della memoria storica
disina grazie ad una lapide che, affissa sulla parete esterna rivolta a
tramontana, ha impresso negli anni il ricordo dell'uragano e delle sue
vittime.
Nel 1992, dopo un lungo e buio periodo, durante il quale la chiesetta,
semiabbandonata è rimasta chiusa al culto, ancora una volta il popolo di
Diso, con una volontaria raccolta di oboli, è riuscito, attraverso una
radicale opera di restauro a riportarla all'antico splendore e grazie
all'intervento dell'odierno parroco, Don Adelino Martella, a installare
una nuova campana e ripristinare le funzioni religiose. |