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CAPPIDDHRUZZA (
piccola cappella
) è il nome con il quale, molto affettuosamente, la
gente di Diso, da secoli, ama definire la Cappella in onore di Maria
S.S. di Costantinopoli e tale denominazione si è tanto consolidata nel
tempo, che anche gli abitanti dei paesi limitrofi riconoscono la piccola
Cappella solo sotto questo nome.L'epoca della costruzione, non
documentabile attraverso gli scritti, si perde nel tempo, suffragata soltanto dall'oralità di leggende
tramandate da padre in figlio e giunte sino ai nostri giorni.
La più amata di queste leggende dal popolo disino è senz'altro quella in cui si
narra che le statue dei S.S. protettori Filippo e Giacomo, durante il
percorso del loro arrivo dal mare a Diso, sostarono in processione
proprio in quel sito dove in ricordo di quella sosta si elevò poi la
Cappelluccia.
Di minutissime dimensioni e dalla forma semplice
e lineare, la Cappellucia è situata fuori dalla cinta urbana a sud-est
di sio in un'area dove il bianco delle dipinte a calce lascia il passo
al verde degli ulivi e dei fichi e dove, pur essendo in campagna, in
giornate particolari è facile sentre il rumore e il profumo del mare
vicino.
Quest'area interseca due strade formando una vera e
propria croce che la rende equidistante da quattro paesi vicini tra di
loro e raggiungibili ognuno prendendo una delle diverse strade che da
questo inrocio si diparte: DISO - CASTRO - VIGNACASTRISI - MARITTIMA.
Dalla posizione strategica in cui si trova, si
può quindi dedurre che nel passato la cappella serviva come luogo di
riposo - preghiera per i viandanti che si avvicendavano lungo il
percorso di queste strade, oggi rurali, ma un tempo di grande
comunicazione.
All'interno enorme risalto è da dare all'effigie
che troneggia sul minuto altare in pietra del luogo, non tanto per il
valore artistico, ma soprattutto per gli elementi storici che da questa
si possono estrapolare.
Abitudine dei Disini infatti, è quella di
rappresentare tra le figure dei due Santi Protettori quella della
Madonna dell'Uragano e non come si rileva all'interno di questa piccola
Cappella quella di Maria Santissima di Costantinopoli.
Il fatto, certamente unico, dimostra come ad un
primo affresco raffigurante la Madonna di Costantinopoli, alla cui
venerazione la cappella era stata edificata, si siano aggiunte nel
corso degli anni le effigi dei Santi Protettori, conseguenza della forte
devozione verso di Loro o della leggenda raccontata pocanzi.
Nel corso degli anni molti sono stati i lavori
di restauro eseguiti sulla struttura e tutti sono serviti a questa
minuta costruzione ad arrivare integra sino ai giorni nostri ed i più
sono stati frutto della profonda venerazione di qualche devoto verso a
Madonna.
Il primo restauro degno di menzione è
sicuramente quello effettuato da un devoto di Diso nel lontano 1936,
mediante il quale oltre a riconsolidare la struttura si restaurarono gli
affreschi esistenti e si affrescarono internamente i due muri laterali
con un disegno a nido d'ape dal sapore orientaleggiante.
Dopo questo radicale restauro nacque, tra i
pellegrini che si fermavano a pregare tra le mura della Cappella,
l'abitudine di lasciare scritto nelle celle degli affreschi laterali un
pensiero spirituale che ne sottolineasse il passaggio.
Questa abitudine, agli inizi formativa e casta,
negli anni '70 divenne insostenibile sia perchè nn si riusciva più a
trovare nemmeno un piccolo spazio di muro pulito per poter scrivere, sia
perchè i contenuti degli scritti, che in partenza erano di contenuto
Religioso e Spirituale, erano diventati nel corso degli anni sempre meno
consoni alla Sacralità del luogo.
Nel 1984, quindi,
grazie alla volontà di più devoti, reperiti i fondi attraverso la raccolta
di oboli, si è proceduto a nuovo restauro cercando, in un primo momento
di recuperare gli affreschi originali e fallito questo tentativo gli
stessi sono stati sotituiti con una tela, del pittore disino Luigi
Spagnolo, raffigurante il trittico originario.
Nell'occasione i vecchi muri sporchi e decrepiti
sono stati ricoperti con uno strato di malta bianca che conferisce alla
costruzione quel ridente aspetto mediterraneo riportandola così, ad uno
stato dignitoso.
Da quel lontano 1984 molti interventi sono
ancora stati fatti sia dalle Amministrazioni Comunali che da quell'anno
si sono succedute e che hanno fornito la cappella di un'area racchiusa
da aiuole e fioriere e sia da parte di un comitato di devoti volontari
che attraverso la raccolta di oboli ha fornito l'area di impianto idrico
ed elettrico e la Cappella di lampadario e cancelletto in ferro battuto;
gli stessi forniscono uno spontaneo e continuo servizio di custodia e
manutenzione dell'intera area.
Grazie a questa rinascita culturale e
strutturale, nella Cappella sono finalmente riprese le funzoni religiose
he si ripetono ciclicamente soprattutto nel Lunedì dell'Angelo e il due
maggio di ogni anno.
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la tela dell'artista Spagnolo |
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