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L'animo umano desidera i beni perduti, e tutto si volge ai ricordi del passato; per questo il tempo, passa, non ritorna e tutto cancella...ma del tutto resta il ricordo attraverso la memoria scolpita, tesoro e custode di ogni cosa! La vita infatti per essere capita appieno, deve contenere i resti del passato e volgere uno sguardo all’avvenire in ogni attimo del fuggevole presente; il lavoro quotidiano deve perciò essere compiuto per ricordare il passato  e tramandarlo ai posteri

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Situato sull'incrocio formato da Via Roma con Via Castro in posizione prospiciente la picola Cappella di S. Sisinnio, il Calvario sembra edificato in quel punto, tanto trafficato, a ricordare ai passanti, non solo la passione di Cristo, ma anche la profonda religiosità del popolo disino da sempre distintosi nella venerazione di Gesù Cristo, di Maria Santissima e di tanti e tanti santi, come testimoniano, nel corso dei secoli le tante chiese e Cappelle erette nel paese. 

Il Calvario, come ricorda l' epigrafe affissa frontalmente sul suo lato sinistro, è stato costruito nel 1923 per devozione di Filippo Bortone fu Raffaele, devozione sottolineata da un'altra iscrizione incisa su pietra di identiche dimensioni alla prima, ma  affissa sul lato frontale destro e che ricorda ancora la donazione del monumento alla comunità di Diso ad opera della famiglia Bortone.

Con la sua forma ad abside semicircolare, la costruzione attraverso gli affreschi e la ricostruzione in pietra del " Sacro Monte" ai piedi del quale si apre un piccolo antro a raffigurare il Sepolcro, è il racconto visivo della Passione e della Morte di nostro Signore Gesù Cristo.

Gli affreschi, di indubbio valore artistico, sono stati eseguiti all'epoca della costruzione del monumento dal pittore Disino Alessandro Bortone, discepolo del più quotato maestro locale Giuseppe Buttazzo, e oggi, presentandosi con colori ormai sbiaditi e spenti e vaste zone cancellate per sempre dal tempo, gridano in silenzio la necessità di un tempestivo restauro.

Anche la struttura della costruzione risulta in condizioni disastrose: la volta semicircolare, priva della croce in ferro battuto che un tempo la coronava, risulta lesionata in più punti; degli antichi vasi, posti ai lati alla sommità della stessa rimane solo la memoria attraverso gli ultimi cocci; delle due nicchie affrescate, poste ai lati del muro esterno è rimasto solo il ricordo, essendo le stesse, state murate da mano ignota tra l'indifferenza generale.

Imponente e maestoso alla vista, racchiuso da una semplice recinzione in ferro battuto, il Calvario è ancora lì su quel crocevia da sempre punto focale e trafficato a ricordarci la passione di Cristo, ma anche il suo grido di dolore per un restauro che tarda ad arrivare a causa dell'annosa disputa sul diritto di proprietà tra Comune e Istituzione Religiosa.

 
 

il Calvario alcuni anni fa

i segni evidenti del necessario restauro

il Calvario oggi

Calvario - particolare

i segni della passione

il gallo simbolo del tradimento di Pietro

verso il Golgotà

particolare della cupola

cupola - angelo con croce

cupola - angelo con corona di spine

il sepolcro ai piedi del Calvario

il Calvario oggi

 
 

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