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Giuseppe
Antonio Maria Buttazzo nacque a Diso il 18 marzo 1821 da
Raffaele e Giuseppina Stefanardo.
Seguendo le orme del padre, anch'esso pittore, il
Buttazzo apprese le sue prime nozioni di disegno da
Francesco Saverio Russo, suo zio materno, e a soli 17
anni si trasferì a Napoli dove restò per oltre dieci
anni dapprima per frequentare l'Accademia di Belle Arti
sotto la guida dei già quotati maestri Uliva, Maldarelli
e soprattutto Guerra che lo indirizzò attraverso alla
difficile arte degli affreschi murali e poi per lavorare
agli affreschi della Chiesa dei Padri Gerolanimi.
Fu in quegli anni di permanenza a Napoli che dipinse due
tra le sue opere di maggior rilievo, " La Giustizia "
che espose alla Provincia e che gli valse un sussidio
mensile di lire 15,50 che gli permise di perfezionarsi
ancora di più nella tecnica pittorica e " Il pastorello
Davide che porta la testa recisa del gigante
Golia"(andata distrutta nel 1944 durante un
bombardamento alleato sulla città) che esposta nel 1848
all'Accademia di Belle Arti gli permise di ottenere la
Medaglia d'Argento.
Nel 1849 il pittore ritorna a Diso sua terra natia dove
apre una scuola di pittura (o nel linguaggio dell'epoca
una bottega d'arte) i cui allievi, perlopiù del luogo,
divennero ben presto discreti pittori dell'ottocento
salentino e tra i quali figurava anche Alessandro
Bortone, che diede vita agli affreschi del tipico
"Calvario" di Diso.
La vita artistica del Buttazzo fu pregna di poliedrica
attività in quanto, conoscendo molteplici tecniche
pittoriche, la sua opera spaziò dai lavori su
tela, raffiguranti scene bibliche o soggetti religiosi,
all'affresco murale, anche se la sua vera capacità
interpretativa si espresse soprattutto nell'arte del
ritratto.
Il Buttazzo costellò di suoi lavori moltissime chiese
del Capo di Leuca ( a Gagliano, Salignano, Alessano,
Montesardo, Morciano, Barbarano, Specchia Preti) ma fu
chiamato a prestare la sua opera anche a Spongano,
Otranto e molto spesso anche fuori provincia, come al
Convento dei Padri Passionisti di Manduria (Ta) dove
dipinse il "San Paolo della Croce".
A Diso, suo paese natale, della sua opera pittorica
resta una imponente tela raffigurante la Madonna del
Rosario nella Chiesa dell'Immacolata e i ritratti di
Liborio Romano e dell'archeologo Michele Arditi
custoditi nella casa dei diretti discendenti del
pittore.
Giuseppe Buttazzo oltre ad essere pittore degno di
menzione per l'accurato studio prospettico e per la
vivacità della sua tavolozza sempre ricca di contrasti e
con una grande sensibilità per il chiaro - scuro, non
disdegnò nemmeno di occuparsi della vita politica, fu
infatti sindaco di Diso dal 1859 al 1861, nè tantomeno
della vita pubblica e associativa, rivestendo la carica
di Priore della Confraternita dell'Immacolata e
occupandosi, tra le tante cose, della costruzione della
Tomba dei Congregati, ancora oggi in uso nell'attuale
cimitero.
Altra menzione merita il Buttazzo perchè dalla sua
unione con Maria Donata Cecilia Bortone il 23 dicembre
1867 venne alla luce Filippo che, in seguito cambiò il
cognome paterno in Bottazzi e divenne uno dei più
importanti Biologi del mondo e il più illustre figlio a
cui Diso abbia mai dato i natali.
Giuseppe Buttazzo, pittore ritrattista, lascia la vita
terrena il 12 novembre 1890 a Lecce dopo una esistenza
pregna di attività, di lui resta il ricordo attraverso
le tante opere sparse soprattutto per le Chiese del
Salento e le spoglie mortali che riposano nella tomba di
famiglia nel piccolo cimitero di Diso. |