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Festa di San
Oronzo
Era il
1656, come ci ricorda la storia, quando la peste imperversò per tutto il
Regno di Napoli, risparmiando solo gli abitanti della penisola salentina.
L’evento fu interpretato in un’epoca in cui trionfante e fondamentale
era la religiosità, come una manifestazione miracolosa in favore dei
salentini che senza ombra di dubbio ne attribuirono il merito a San
Oronzo. Da qui possiamo spiegare il fiorire in quegli anni di tantissime
chiese, piazze, strade o semplici altari dedicati alla venerazione del
Santo, ancora oggi viva in tutto il salento. Ed il 26 agosto di ogni
anno a Diso il Comitato Feste programma un’intera serata di Festa che ha
inizio dopo la celebrazione della S. Messa all’aperto vicino alla
Chiesetta di San Oronzo, la quale sorge a sud-est dell’omonima Piazza ed
era parte integrante, oggi purtroppo unica parte superstite, di uno dei
più antichi palazzi di Diso, appartenuto alla famiglia De Blasi ed ora
di proprietà della famiglia Corvaglia. La Chiesetta fu edificata nel
1568 per devozione di Francesco Costantini in onore non solo di San
Oronzo ma anche della SS. Vergine, di San Giuseppe e San Gaetano. Tutto
ciò si evince sia dalla iscrizione ancora oggi leggibile sul portale
della Chiesetta, sia dagli affreschi ben conservati all’interno della
stessa e dall’onda di fede suscitata da tale prodigio deriva
l’edificazione e l’erezione, al centro della Piazza antistante, di una
imponente colonna sormontata dalla Statua del Santo. Finqui il sacro.
Perché dalle 21 in poi si apparecchiano i tavoli per la tradizionale
sagra di orecchiette e maccheroni, con pezzetti di carne, peperonata
dolce e piccante, pirille e fritture varie. A fine serata si “scazzica”
il fuoco della “Focara” nelle campagne limitrofe, un tempo accesa per
allontanare la peste, quando improvvisi fuochi d’artificio si aggregano
alle stelle della volta celeste, rubando loro, per una volta la scena.
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