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Sezione  "CADUTI di NASSIRIYA"  Diso (Le)

  I CADUTI DI NASSIRIYA

Una fredda mattina di novembre è interrotta  da una edizione straordinaria dei TG: dapprima la curiosità, poi il dolore. Il dolore per una strage che nessun Italiano meritava, perché nessun Italiano ha mai sparato un solo colpo d’arma da fuoco sul territorio iracheno, perché la nostra unica missione, la loro ultima missione, era di portare un aiuto alle popolazioni sconvolte dalla guerra, una guerra che non è finita il 1° maggio come ha annunciato il Presidente U.S.A. Bush, e che ancora porterà dolore e morte a molti. Ma noi Italiani non siamo in guerra, non lo siamo mai stati. E allora perché? Perché martedì 17 novembre 2003, abbiamo pianto in ogni parte d’Italia i nostri Eroi, chi a Roma al Vittoriano, chi davanti al televisore per assistere alla cerimonia funebre, chi sulle tombe dei propri familiari caduti per la pace nella Basilica di San Paolo. Perché Noi Italiani abbiamo scelto di lottare contro il terrorismo, contro chi odia la vita, contro chi ha fatto piombare nell’incubo l’America quel maledetto 11 settembre 2001 e che  ha unito Noi Italiani in un momento di dolore nazionale. Si, perché gli Italiani, dopo la strage, hanno riscoperto il valore della Patria e del coraggio, si sono stretti assieme per celebrare i nostri Eroi e per stare accanto alle loro famiglie, a cui bisogna stare accanto ora e domani. Perché chi si è sacrificato per la pace non va dimenticato mai.

E’ stato commovente vedere centinaia di migliaia di persone andare in pellegrinaggio all’Altare della Patria per rendere omaggio ai Caduti e per dire loro ancora una volta grazie, perché le loro gesta non solo sono apprezzate da tutto il mondo, che riconosce all’Italia un ruolo fondamentale nelle missioni di pace, ma rendono Noi Italiani orgogliosi della Nostra Nazione e della Nostra Patria. E’ stato un afflusso spontaneo, migliaia di persone, tra cui molti giovani, si sono recati al Vittoriano per posare mazzi di fiori e biglietti di ringraziamento e di elogio sulla scalinata del monumento.

Il Popolo Italiano non ha voltato loro le spalle, ha avuto pietà per quanto è successo ed ha reso loro tutti gli onori che un popolo possa dare a questi portatori di pace nel mondo. Un cordoglio che è andato al di là del colore politico: anche coloro che erano e sono tuttora contrari all’invio di nostri soldati in Iraq si sono stretti al dolore che ci ha colpito.

L’Italia si è stretta anche attorno ai Reduci, a coloro che sono tornati feriti, a coloro che non sanno darsi una spiegazione del perché loro siano tornati a casa vivi ed i loro commilitoni no. Anche Voi siete degli Eroi, perché avete saputo rendere onore ai vostri commilitoni caduti con le vostre parole di omaggio, con il vostro dolore e con le vostre lacrime. Ma avete un merito particolare, di cui non solo l’Italia, ma tutto il Mondo vi è grato: avete espresso la volontà di tornare al più presto in Iraq, per continuare la vostra missione di pace. Non ci sono parole per esprimere quello che gli Italiani hanno provato nel sentire queste parole: dirVi grazie non sarebbe abbastanza, le lacrime che abbiamo versato per la commozione nell’ udire queste parole non sono nulla rispetto a quelle dei familiari dei Caduti ed alle Vostre, ciò che fate per tutti non è elogiabile in nessun modo che sia degno del Vostro rispetto. Perché è questo che meritate, rispetto e gratitudine. Molto spesso le Forza Armate non hanno avuto il rispetto e la gratitudine che meritavano, spesso anzi si sono trovate sul banco degli imputati e si sono colpevolizzate senza motivo. In questo momento di Unità Nazionale “l’Italia s’è desta”: ha finalmente riconosciuto alle Nostre Forze Armate un ruolo primario per la realizzazione della pace mondiale, per la pace che tutti Noi Italiani vogliamo.

Alcuni movimenti politici  hanno preteso il ritiro immediato delle Nostre Truppe: ma Voi, Valorosi Reduci, Voi volete tornare in quei luoghi dove dei Vostri e Nostri Fratelli hanno perso la vita, perché il loro sacrificio non sia inutile, perché è questo che Voi volete, concludere la missione di pace che avevate intrapreso assieme a Loro e rendere in questo modo Onore Perpetuo alla Loro Memoria ed alla Vostra e Loro missione.
Quando, durante i funerali, sono state lette le Preghiere del Soldato e del Carabiniere, la Basilica di San Paolo si è unita in un solo applauso: è in questo modo che l’Italia Vi ha reso omaggio, anche se non sarà mai degno della Vostra Memoria.

Il Silenzio, che ha scandito i momenti finali della cerimonia funebre, è stato un silenzio che forse non avrà mai fine: Voi, da lassù, continuerete la Vostra missione, e Noi, qui, non smetteremo mai di ricordarVi.
Il Vostro Sacrificio merita i più Alti Onori che un uomo merita di ricevere, l’Italia è accanto a Voi, ai Vostri familiari ed ai Reduci!

Ricordiamo in Eterno i Nostri Caduti per la Pace!

 

   ALESSANDRO CARRISI

Caporal Maggiore dell’Esercito

    ANDREA FILIPPA

 Carabiniere

 

  ALFIO RAGAZZI

Maresciallo  dei Carabinieri

    ALFONSO TRINCONE

Maresciallo dei Carabinieri

 

  DANIELE GHIONE

Maresciallo dei Carabinieri

    DOMENICO INTRAVAIA

Appuntato dei Carabinieri

 

  EMANUELE FERRARO

Carabiniere

    ENZO FREGOSI

Luogotenente dei Carabinieri

 

  FILIPPO MERLINO

Maresciallo dei Carabinieri

    GIOVANNI CAVALLARO

Maresciallo dei Carabinieri

 

  GIUSEPPE COLETTA

Vice Brigadiere dei Carabinieri

    IVAN GHITTI

Vice Brigadiere dei Carabinieri

 

  MASSIMILIANO BRUNO

Maresciallo dei Carabinieri

    MASSIMO FICUCIELLO

Capitano dell’Esercito

 

  ORAZIO MAJORANA

Carabiniere

    PIETRO PETRUCCI

Caporal Maggiore dell’Esercito

 

  SILVIO OLLA

Maresciallo dell’Esercito

 

       

 

  STEFANO ROLLA 

civile

     

MARCO BECI 

civile

 

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