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L'interesse del Bottazzi per la
vita pubblica si dimostrò anche in altro modo: Egli fu per parecchi anni
sindaco del suo paese natio; e per qualche anno rettore della Università
di Napoli.
Fece parte di numerose Commissioni di concorsi universitari,
portando spesso, anche in concorsi per materie diverse dalla sua, un
altissimo spirito di equilibrio ed un grande e salutare senso critico.
Profondamente affezionato all'Università italiana, propugnò sempre la più
grande severità e serietà nella disciplina degli studi come nella scelta
dei professori; e sostenne, con successo in alcuni casi, che nelle
Commissioni giudicatrici per le materie cliniche siano inclusi professori
di materie teoriche fondamentali.
Combattè tenacemente a prò della
istituzione di cattedre di Biochimica, la quale materia ormai, colla
Microbiologia, dovrebbe entrare nel novero delle discipline fondamentali
ed obbligatorie per la laurea in medicina ed in scienze naturali.
Mente
troppo aperta ad un uomo di troppo larga cultura era il Bottazzi per
aderire a ristrette concezioni professionali dell'Università e per
incoraggiare nelle Facoltà mediche la frammentazione specialistica e a
detrimento delle discipline generali e formative.
Innumerevoli furono gli onori ed
i riconoscimenti italiani e stranieri che vennero al Nostro: membro di
numerose Società ed Accademie di tutto il mondo, presidente venerato ed
indiscutibile della Società italiana di biologia sperimentale,
Partecipante a tanti Congressi Internazionali, apprezzatissimo per il
contributo scientifico, nonchè per l'amabile socievolezza, presidente
acclamato di un Congresso Internazionale di fisiologia a Roma (1932),
tutto accettò con modestia e come un incentivo a nuovo lavoro ed un
aumento di responsabilità rispetto alla scienza ed alla Patria.
Nel 1929 Egli fu nominato
Accademico d'Italia e neppure questo nuovo e grande onore addormentò la
sua indomabile aspirazione alla ricerca, al superamento continuo di se
stesso, al perfezionamento dello spirito alacre; come non la fiaccarono
gli eventi dolorosi della vita, neppure la grande sventura, profondamente
sentita, della perdita di una figlia diletta negli ultimi anni.
Nel 1936
venne la nomina a membro della Pontificia Accademia delle Scienze, nella
quale, come facente parte del Consiglio Accademico, portò opera amorosa di
organizzatore nonchè contributi di scienziato sinceramente credente.
Ma dopo questi brevi cenni
biografici, necessariamente incompleti, bisogna dire più a fondo
dell'opera di ricerca originale del Bottazzi.
Anche qui non posso che
soffermarmi sui gruppi di lavori fondamentali, una disamina esauriente di
tutte le oltre 300 pubblicazioni del Maestro, vertenti su argomenti i più
svariati di fisiologia, richiedendo ben altro tempo di quello a mia
disposizione.
Sembra quasi impossibile che le ricerche sulla funzione da Bottazzi detta emocatatonistica della milza, consistente
nell'abbassare la resistenza osmotica dei globuli rossi che passano per
l'organo, siano delle più antiche, opera dunque di un giovane laureato,
tanta è la chiarezza ed organicità della impostazione e della critica
sperimentale: le constatazioni fondamentali, del 1894, sono restate ed
anzi hanno probabilmente fornito una base a tante ulteriori ricerche sulla
funzione emocateretica della milza, rientrata poi nella più vasta
concezione del sistema reticolo-endoteliale come apparato interessato
nello smaltimento delle cellule ematiche invecchiate, quello che i
tedeschi chiamano <<Blutmausrung>>.Bottazzi discende
sostanzialmente dalla scuola fisiologica classica del Luciani; e fisiologo
completo Egli fu anche per la padronanza delle dottrine e tecniche
fondamentali.
Ma ben tosto Egli, senza ripudiare il classico, divenne
anche un romantico della fisiologia, fu attirato, come già accennato in
principio, dai crescenti raccordi fra scienza della vita e chimica fisica
in generale ed in particolare chimica dei colloidi; e qui portò contributi
basilari.
Inoltre, come Egli stesso dice nella introduzione ad una sua
antica monografia dedicata allo studio del sistema nervoso viscerale dei
molluschi, bisogna che la fisiologia sia anche e soprattutto comparativa,
mentre a quei tempi lo studio degli invertebrati era fatto quasi
esclusivamente dai puri zoologi con criteri prevalentemente morfologici.
Sicchè emergono sempre più nel Bottazzi la tendenza a vedere il problema
chimico-fisico ed in particolare colloidale nei processi della vita e
l'indirizzo perspicacemente ma equilibratamente comparativo.
Così Egli
studiò a fondo la pressione osmotica dei liquidi organici di tutte le
classi di animali, dagli invertebrati all'uomo; ed in questo anche in
svariate condizioni fisiologiche e patologiche; e col suo acume sintetico
ne trasse una armoniosa legge generale: la omoosmia od
osmoisotonia o costanza della pressione osmotica del mezzo organico
interno (sangue, liquidi interstiziali), a sua volta esprimente costanza
di concentrazione in molecole ed joni (osmoticamente attivi), è una
acquisizione filogenetica relativamente tardiva.
Negli invertebrati
acquatici tale osmoisotonia non esiste: i liquidi interni si mettono
press'a poco in equilibrio osmotico coll'acqua dolce o salata
dell'ambiente esterno; nei pesci cartilaginei pure; mentre nei pesci
teleostei comincia ad affermarsi una limitata o condizionata indipendenza
osmotica dal mezzo esterno; e dagli anfibi in su in tutti gli altri
vertebrati la pressione osmotica del sangue diviene una costante fisica
assoluta, come la temperatura negli uccelli e nei mammiferi.
Perciò Bottazzi distinse animali omoosmotici e poichilosmotici,
così come si distinguono animali omeotermi e poichilotermi.
Successivamente si sono trovate alcune eccezioni alla legge generale od
irregolarità dipendenti dal carattere adattivo della costanza osmotica:
così una certa osmoisotonia in alcuni gruppi di invertebrati (R.Monti).
Ma
il disegno generale della legge del Bottazzi resta una delle più belle
acquisizioni della biochimica comparata.
Per oltre venti anni Bottazzi ha
lavorato e fatto lavorare schiere di allievi sulla fisiologia dei muscoli
lisci e striati, in svariate classi di animali, ricorrendo con eccellenti
risultati a numerosi tipi di preparati, alcuni dei quali da lui suggeriti
o particolarmente sfruttati: il preparato frenico-diaframmatico per i
muscoli striati dei mammiferi, il retractor penis per i muscoli
lisci, muscolature viscerali diverse di invertebrati e di vertebrati
inferiori, oltre ai soliti più comuni cari ai fisiologi.
Giustamente Egli
ha sempre insistito sulla necessità di studiare le formazioni contrattili
di tutti i tipi e in tutte le classi; ed anzi disse molti anni fa quello
che ripetè nel 1937 un inglese, Bernal, cioè che meglio sarebbe stato se i
fisiologi che tanto hanno studiato i muscoli striati avessero cominciato
dallo studiare prima e più a fondo quelli lisci, come più semplici modelli
di strutture contrattili.
Anche qui il Bottazzi è arrivato a formulare una
teoria, che ha voluto larga eco di discussioni: la teoria della funzione
essenzialmente tonica del sarcoplasma, ossia della parte non differenziata
in miofibrille delle cellule muscolari.
La prima esposizione della teoria,
partente da osservazioni della scuola fiorentina sulle oscillazioni del
tono negli atri dell'Emis europea, ma poi distaccatasi da questo
obietto in fondo disadattato a fornire chiari rapporti istologici, risale
al 1896.
Quindi sono venute da parte del Nostro numerose integrazioni
sperimentali e chiarimenti in parecchie monografie e lavori speciali fino
a quest'ultimi anni.
La teoria può riassumersi dicendo che mentre le
formazioni fibrillari servono alla contrazione rapida o clonica, il
sarcoplasma indifferenziato degli elementi muscolari è il substrato della
contrazione tonica, lenta e sostenuta; ed un muscolo tanto più
facilmente offre stati tonici e così dette contratture quanto più
sarcoplasma contiene, quindi il muscolo liscio più dello striato e fra gli
striati il rosso più del pallido.
Il sarcoplasma, dice Bottazzi, ha
contrazione lenta, è meno eccitabile, compie la semplice ed oscura
funzione del tono; mentre la sostanza fibrillare anisotropa è più
eccitabile, compie i movimenti rapidi ed è intanto più sviluppata quanto
più al muscolo è richiesta prontezza nella risposta agli stimoli, siano
essi diretti o arrivanti per la via dei nervi.
Il sarcoplasma dà il
sostegno naturale interno su cui come su una base si eleva la
contrazione semplice o tetanica, inerente al materiale contrattile
differenziato anisotropo.
Su questi concetti si è accesa
una larga e complessa disputa, la quale non è tuttavia del tutto sopita.
Alcuni fisiologi hanno accettato senz'altro le idee di Bottazzi, altri
hanno sostituito schemi e terminologie diverse, non sempre tuttavia
contribuendo al chiarimento della questione.
Bozler per gli invertebrati
distinse muscoli di sostegno o del tono e muscoli di movimento o della
contrazione tetanica, suggerendo che tale distinsione entrasse al posto di
quella antica ed a base istologica dei muscoli lisci e striati.
Sommerkampf nei muscoli della rana distinse fibre muscolari toniche ed
atoniche, le prime essendo caratterizzate da potente contrattura da
acetilcolina.
Ma soprattutto Wachholder e collaboratori hanno distinto, in
ricerche estese a parecchi gruppi di animali, i muscoli tonici, che
servono agli atteggiamenti durevoli delle parti corporee, da quelli
atonici, che eseguono i movimenti rapidi; ma riconoscono che gli
stessi muscoli possono comportarsi in un modo od in un altro a seconda
delle condizioni generali dell'organismo, così nella rana della
temperatura e delle fasi della attività genetica.
Si tratta, dice Wachholder stesso, di una oscillante differenziazione quantitativa di una
forma reattiva funzionale di una sola specie di fibre.
Ed allora questi
Autori, che passarono prima per dei critici della teoria di Bottazzi,
vengono in fondo a confermarla, come nota Pugliese in un recente commento
(1934) ad osservazioni più vecchie sue e di Galeazzi sulla funzione
dei muscoli cinematizzati di mutilati (1919).
Anche tali muscoli
presentano tendenza a comportamento di muscoli tonici, perchè sono
atrofici e la parte più differenziata, substrato delle contrazioni rapide
(dalla cui funzione resulta il tetano fisiologico della normale
contrazione), è più o meno degenerata e di più difficile rigenerazione.
Sostanzialmente si viene dunque da tutti a riconoscere che c'è un
substrato meno differenziato cui è legata la forma, che è
filogeneticamente ed ontogeneticamente più antica, di contrazione
muscolare, quale è la tonica; il che corrisponde al sarcoplasma secondo
Bottazzi.
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